
Westcar, quarantotto anni di giunti su misura. Alberto Pirone: “Ecco il prossimo passo”
Un marchio riconosciuto nel mondo dei giunti idraulici, un modo di lavorare costruito sulle esigenze del cliente, un piano di crescita che guarda a nuovi settori e ai mercati internazionali. Ne parla Alberto Pirone, commercialista e da anni amministratore della società.
Da quarantotto anni Westcar progetta e produce giunti per la trasmissione di potenza. In un mercato dove molti puntano su grandi volumi e prodotti standardizzati, Westcar ha scelto un'altra strada: costruire ogni soluzione intorno al cliente che la userà.
Oggi l'azienda si prepara a una nuova fase. Alberto Pirone, commercialista che da anni riveste anche il ruolo di amministratore della società, spiega perché il marchio Westcar ha ancora tanto da esprimere.
Un prodotto pensato per chi lo usa
Sartorialità, artigianalità, personalizzazione. Sono le parole con cui Pirone descrive il modo di lavorare di Westcar, e valgono per il prodotto quanto per il servizio.
È un approccio che le realtà più grandi e standardizzate faticano a offrire. Westcar parte dall'applicazione del cliente e costruisce intorno a quella la soluzione più adatta.
«Il nostro prodotto risponde già con precisione a ciò che il cliente chiede», dice Pirone. «La qualità del servizio è l'altro pilastro, ed è lì che vogliamo farci riconoscere sempre di più.»
Un servizio rapido, un marchio che dà garanzie
I clienti di Westcar sono spesso aziende che lavorano grandi volumi ogni giorno, dove un problema va risolto in fretta. Rispondere con rapidità e competenza fa parte del prodotto quanto la meccanica.
Su questo binomio si fonda il valore del marchio. «Un brand con quasi cinquant'anni di storia deve sapersi far riconoscere», osserva Pirone. «Chi lo incontra deve poter dare per scontato che dietro ci siano un prodotto di qualità e un servizio all'altezza.»
Per questo Westcar investe nel proprio nome, partendo sempre dalla sostanza. «Investire in un brand non ha alcun senso se dietro non c'è qualità.»
Nuove linee, nuovi settori, nuovi mercati
Il piano dei prossimi cinque anni porta lo stesso livello di eccellenza su linee di prodotto diverse. Il primo fronte sono i giunti a denti: oggi una quota ancora contenuta dell'attività, ma un segmento con margini di crescita importanti, in volumi e in notorietà.
Il secondo sono i settori emergenti, a partire dal green e dalle energie rinnovabili. Qui le soluzioni Westcar portano al cliente un doppio vantaggio: un risparmio concreto e un ritorno di immagine.
Il terzo è l'internazionalizzazione. La crescita servirà a finanziare ricerca e sviluppo e a reinvestire nel prodotto e nella tutela del marchio.
Le carte in regola per i grandi progetti
L'obiettivo è che tra cinque anni il mercato veda in Westcar un'impresa ancor più solida e un partner sempre più affidabile sotto ogni aspetto.
Un anello della filiera capace di partecipare, per la propria parte, a progetti di grandi dimensioni e di utilità sociale.
Per lavorare con multinazionali e grandi costruttori di macchine servono anche certificazioni di qualità, di sostenibilità e di solidità organizzativa. «Sono il bollino che accompagna prodotto e servizio», spiega Pirone, insieme alla documentazione che ne dimostra il livello.
Il percorso è già avviato. La nuova impostazione sta entrando nella logistica, nel rapporto con i fornitori e in tutta l'organizzazione, e alcuni nomi importanti, in Italia e all'estero, iniziano a riconoscere in Westcar un interlocutore all'altezza. I prossimi passi sono nuovi strumenti informatici per gestire e controllare il lavoro e ulteriori certificazioni.
Una squadra che cresce insieme
Il vero patrimonio di Westcar, per Pirone, sono le persone. È stato questo a convincerlo a investire nell'azienda: un ambiente fatto di dialogo, spirito costruttivo e coesione, con una volontà di crescita rivolta al futuro della società più che all'interesse del singolo.
La competenza interna è eccezionale e nasce da anni di esperienza sul campo. Il prossimo passo è aprirla al confronto: inserire ingegneri con percorsi diversi, far crescere giovani in produzione fino ai ruoli operativi e gestionali, affiancarli con macchinari di nuova generazione e con l'intelligenza artificiale applicata al controllo della produzione.
Le aspettative sono le stesse per tutti, dagli ultimi arrivati in reparto fino ai dirigenti. «Si sbaglia o si fa bene, ma tutti insieme.»
